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Verso una transizione epocale

L’umanità si sta avvicinando velocemente e pericolosamente ad un punto di non ritorno e deve affrontare urgentemente grandi sfide se vuole evitare una catastrofe sociale e ambientale: il riscaldamento globale, la deforestazione, la desertificazione, l’acidificazione degli oceani, le migrazioni epocali, la sovrappopolazione, la crescente disparità sociale, la povertà, le guerre. Il tempo a disposizione è ormai scarso: la posta in gioco è la continuazione della civiltà umana sulla Terra o la caduta nella barbarie.

Nessuno di questi problemi può essere affrontato e risolto facendo riferimento al paradigma culturale che li ha generati. E’ quanto mai urgente costruire e diffondere una nuova visione del mondo nella quale possano trovare piena espressione tutte le dimensioni dell’umano, non solo quella fisica, economica e sociale, ma anche quella interiore, emozionale e spirituale nella loro interdipendenza con la biosfera terrestre. Per adempiere con efficacia a questa missione abbiamo bisogno di sviluppare e accudire un organismo sociale sano, capace di guidare una transizione epocale: da una visione antropocentrica ed ego-sistemica in cui l’uomo, con il suo ego, è al centro di tutti i sistemi che lo circondano e che sta portando verso il crollo della civiltà e la distruzione della biosfera terrestre, ad una visione relazionale ed eco-sistemica in cui l’uomo si consideri parte costitutiva e co-creativa di sistemi più ampi che lo includono.

“Oggi, quando osserviamo lo stato del pianeta, ciò che risulta più evidente è il fatto che i principali problemi della nostra epoca – energia, ambiente, cambiamento climatico, sicurezza alimentare, sicurezza finanziaria – non possono essere compresi separatamente. Sono problemi sistemici, il che significa che sono tutti interconnessi e interdipendenti.”

(Fritjof Capra, Pier Luigi Luisi)