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I fondatori del GEM

Il Global Enaction Manifesto è stato scritto nella sua prima versione da

Marinella De Simone e da Aurelio Riccioli

Presidente e Direttore Scientifico del Complexity Institute, è coordinatrice della Complexity Management School e CEO di due società benefit.
Esperta in processi di apprendimento, comunicazione e gestione dei conflitti, dagli inizi degli anni Novanta si occupa di scienza della complessità e di comportamenti collettivi.

Ingegnere informatico appassionato di tematiche sociali e di complessità, collabora con l’Istituto per la Tripartizione sociale di Berlino. Ha frequentato il Foundation Course di U-Theory con Otto Scharmer a Boston e approfondito l’approccio della complessità in ambito organizzativo con il Metodo EMK presso lo Schumacher College in UK.

Il punto da cui siamo partiti nel redigere il Global Enaction Manifesto:

Verso una transizione epocale

L’umanità si sta avvicinando velocemente e pericolosamente ad un punto di non ritorno e deve affrontare urgentemente grandi sfide se vuole evitare una catastrofe sociale e ambientale: il riscaldamento globale, la deforestazione, la desertificazione, l’acidificazione degli oceani, le migrazioni epocali, la sovrappopolazione, la crescente disparità sociale, la povertà, le guerre. Il tempo a disposizione è ormai scarso: la posta in gioco è la continuazione della civiltà umana sulla Terra o la caduta nella barbarie.

Nessuno di questi problemi può essere affrontato e risolto facendo riferimento al paradigma culturale che li ha generati. E’ quanto mai urgente costruire e diffondere una nuova visione del mondo nella quale possano trovare piena espressione tutte le dimensioni dell’umano, non solo quella fisica, economica e sociale, ma anche quella interiore, emozionale e spirituale nella loro interdipendenza con la biosfera terrestre. Per adempiere con efficacia a questa missione abbiamo bisogno di sviluppare e accudire un organismo sociale sano, capace di guidare una transizione epocale: da una visione antropocentrica ed ego-sistemica in cui l’uomo, con il suo ego, è al centro di tutti i sistemi che lo circondano e che sta portando verso il crollo della civiltà e la distruzione della biosfera terrestre, ad una visione relazionale ed eco-sistemica in cui l’uomo si consideri parte costitutiva e co-creativa di sistemi più ampi che lo includono.

“Oggi, quando osserviamo lo stato del pianeta, ciò che risulta più evidente è il fatto che i principali problemi della nostra epoca – energia, ambiente, cambiamento climatico, sicurezza alimentare, sicurezza finanziaria – non possono essere compresi separatamente. Sono problemi sistemici, il che significa che sono tutti interconnessi e interdipendenti.” (Fritjof Capra, Pier Luigi Luisi)

Il nostro intento: il contagio esemplare

Per affrontare i principali problemi della nostra epoca, è necessario acquisire comportamenti etici per imitazione sociale, così come avviene per la maggior parte dei comportamenti appresi. Si tratta di una forma di ‘contagio esemplare’: essere di esempio con le proprie azioni per altri che le seguiranno.
Per agevolare il processo di ‘contagio esemplare’ riteniamo fondamentale che GEM possa raccogliere non solo le adesioni di tutti coloro che si riconoscono in esso, ma anche e soprattutto di chi è già un esempio concreto di applicazione dei suoi principi, così come esposti in precedenza. Infatti, l’obiettivo di GEM è quello di creare una rete sistemica tra coloro che già applicano questi principi (GEM HUB) quale concreta rappresentazione da seguire per diffondere una saggezza costitutiva di processi di trasformazione globale.